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Al parco-fiume un venerdì, tra la frescura e i canti nablusiani e napoletani(!!) due donne ci osservano tra timidezza e curiosità

Nell'attesa di un taxi lumaca, dopo una giornata piacevole al parco-fiume vicino Nablus, insegno ad ugo la nona di Beethoven...impara subito! o' uaglion è scetato!!

Al parco-fiume una maglietta diventa una danzatrice a suon di dabka..

la pace dei sensi... davanti a me il monastero di S. George..veso Jericho

il taxi non arriva...!!!

parco fiume:che pacchia fumare con i piedi immersi nell'acqua delle cascate!

bambine a oltranza...!!!io e Saretta sulla ruota panoramica al Mall di Nablus

Jenin: dal balcone di casa di giulia lo sguardo si apre al tramonto mentre il muezzin chiama alla preghiera..
Jenin: un cavallo creato con pezzi e stralci di lamiere e resti dell'assedio del 2002 che ha visto distrutta un'intera parte del centro antico. Un simbolo di forza e d'incoraggiamento, un simbolo di rinnovamento e di creatività per gli abitanti che non dimenticano...
E' notte a Nablus e il rumore dell'elicottero che vola basso sulla citta' lascia pensare che qualcosa di piu' grave di un semplice giro di ricognizione stia accadendo. E infatti al nostro risveglio, e' il 14 luglio, veniamo a sapere che l'esercito israeliano ha ucciso uno dei leaders delle brigate Al-Aqsa, un ragazzo di 24 anni del campo profughi di Balata. Era la terza volta che provavano a farlo fuori, proprio un anno fa era scampato ad un missile lanciato su un tassi' in pieno centro. Quella volta fu solo ferito, mentre il tassista e Al-Khalil, altro membro di Al-Aqsa, rimasero uccisi. Nani, cosi' era chiamato M.A., era a casa di una reporter inglese nel quartiere di Rafidya; avevano da poco terminato un'intervista , quando un gruppo di militari in borghese ha accerchiato l'edificio per aprire la strada a piu' di 25 gip e un grande camion pronti per l'operazione. E' circa mezzanotte. I militari hanno fatto irruzione nell'appartamento, hanno prima ferito il miliziano con un colpo alla gamba, e dopo un ultimo ed inutile inseguimento l'hanno freddato: un colpo al petto e uno alla testa. Hanno portato con se' il corpo alla base militare piu' vicina, per assicurarsi che fosse davvero lui, ricercato da almeno due anni, per poi lasciarlo nelle mani dei volontari della Mezza Luna Rossa solo alle 5 e mezza di stamane al chekpoint di Beitiba. La salma e' stata portata in ospedale e poi a Balata , per il funerale di guerra. Nani doveva sposarsi tra tre giorni. Alla giornalista e' stato intimato di lasciare i Territori Occupati entro 24 ore, pena l'arresto. Di sicuro il suo nome, arabo, verra' inserito nella lista nera degli indesiderati da Israele e forse non potra' tornare qui prima di tre anni. Ancora un omicidio mirato. Ancora un martire, il quarto nell'ultima settimana qui a Nablus: gli altri tre sono morti in seguito agli scontri avvenuti in citta' a Balata dopo un'incursione dei militari israeliani giustificata dalla "protezione "dovuta a trenta coloni che erano andati a pregare sulla presunta tomba di Giuseppe, prossima al campo profughi. Ancora un funerale oggi a Balata, dove montano disperazione e vendetta. Le brigate dei martiri di Al-Aqsa hanno annunciato che presto daranno una dura lezione all'esercito israeliano.
Solo due giorni fa l'attentato ad un centro commerciale di Nethanya, nord di Tel Aviv. Le vittime sono cinque per ora, diversi i feriti. La rappresaglia non si e' fatta attendere. Ieri mattina, all'alba, l'esercito israeliano ha invaso Tulkarem, l'attentatore veniva da un villaggio vicino, ed ha chiuso tutti gli accessi alla zona. Due sono i poliziotti palestinesi uccisi, diverse le case occupate, un numero non chiaro i feriti gravi e i tratti in arresto. E questa sarebbe la tregua negoziata! Per l'Anp l'ennesima dimostrazione della sua impotenza, per il governo israeliano un motivo in piu' per perpetrare ingiustizie spacciandole per azioni di sicurezza.
Samar ha 36 anni e da tre partecipa al programma di counseling del PWWSD ( vedi report successivo) che si occupa di sostenere le donne traumatizzate dagli effetti dell'occupazione o provate dalla dura situazione economica.
"La mia vita e' piena di problemi" esordisce in inglese . Ma dal suo tono di voce percepisco che non e' qui per piangersi addosso,ma per raccontare degli ostacoli che ha superato, da sola. Vive nel villaggio di Kfur Khalil e sin da piccola, oltre ad andare a scuola, lavorava in casa con sua madre e le sorelle per produrre olio, sapone formaggio e tutto cio' su cui si poteva risparmiare non acquistandolo fuori. Cosi' passava tutto il tempo tra scuola e casa, senza conoscere altri che i familiari.
Dal potere paterno a quello del marito. "Marito?Il primo che bussa alla porta"scherza. ma quando ha detto al padre che non voleva sposarsi la risposta e' stata:"Non hai scelta". Era l'88. La prima intifada era appena iniziata, la precarieta' economica familiare era alle stelle, la preoccupazione dei genitori se si rivolto' contro, l'impostazione islamica ebbe la meglio. Andare a letto con un uomo che non hai mai visto prima e che paga per prenderti in sposa e' il prezzo da pagare che si aggiunge al non avere voce in capitolo.Viveva con la famiglia del marito, in una camera di una casa comune. Non aveva i suoi spazi di privacy e in piu' badava ai genitori anziani di lui. Si commuove, samar: "Ho perso la mia prima figlia, non avevo soldi per pagare un medico e i trasporti continui all'ospedale". Nel 2002 Nablus fu divisa dall'esercito israeliano in due parti e fu separata dai villaggi, era complicato muoversi, soprattutto da sola. Fu allora che si rivolse al PWWSD . Da allora ogni settimana incontra Fudna che cerca di aiutarla a trovare lavoro. Sua sorella le regalo' due pecore alla fine del ramadan ( si usa fare una donazione di beneficenza dopo il digiuno). Ora ne ha sette e produce formaggio e latte in casa per i vicini. Samar ha sei figli da sfamare e studia per laurearsi in inglese. E' iscritta da due anni alla Najah University e prende voti alti. Ma all'Universita' va solo per dare esami, il taxi per andare a seguire le lezioni le costa 8 shekel, poco piu' di un euro, troppo per il suo badget e soprattutto non ha tempo perche' lavora ad un progetto agricolo per la coltivazione di funghi,finanziato dal Ministero dell'Agricoltura e dal governo francese e prova a trovare contatti per aprire un centro di formazione per donne ricamatrici a Balata.
"Voglio poter vivere una vita normale, cioe' voglio accontentare i miei figli e mandarli a scuola."
"Voglio vivere in dignita', voglio sentire cosa significa"
Palestinian Workers Women Society for Developement e' il nome di un'associazione, poi divenuta ONG dopo l'avvento dell'ANP, che da vent'anni lavora per l'affermazione dei diritti delle donne nella societa' palestinese. la loro strategia e' incentrata sui diritti economici delle donne, sul diritto al lavoro, ad un equo stipendio e sul raggiungimento di un'indipendenza finanziaria che a partire dalla famiglia possa garantire una liberta' d'azione maggiore di quella esistente. Amal ci racconta che negli anni settanta Nablus non era come oggi, il velo non era un obbligo e il fermento culturale lasciava immaginare che la ventata di conquiste sociali, femministe e non, avrebbe avvolto anche i cittadini palestinesi..ma l'occupazione ha distrutto molte speranze e soprattutto ha scardinato gli sforzi per il progresso sociale che via via si sono concentrati sul maggiore problema : il nemico israeliano. Eppure la societa' palestinese aveva nelle maglie del suo tessuto sociale spazi di discussione democratica e una certa apertura rispetto alla questione di genere. Ma il rafforzamento del potere dei gruppi radicali("islamisti", eredi del gruppo dei Fratelli Musulmani, nati in egitto nel 1929 utilizzando il discorso islamico contro i colonizzatori inglesi e contro la incalzante occidentalizzazione), facilitato dall'assenza di uno stato centrale forte, ha strumentalizzato i principi di una religione, l'islam, fondata sull'eguaglianza e sulla solidarieta'. i simboli e il ricordo del passato divengono obiettivi di una rivoluzione rovesciata, che anziche evolversi torna indietro ciclicamente. La linea retta sviluppista dell'occidente contro il cerchio dell'est. Marx vs Islam: chi vincera'?Ma e' una lotta impari, perche' gli attori in dicussione sono in posizione squilibrata. Gli islamisti attraggono larghi consensi soprattutto nelle masse piu' povere, piu' stanche e piu' colpite dalla situazione perche' inneggiano allo scontro frontale contro israele tout court. ma la loro opposizione al nemico israeliano, con la lotta armata e attraverso azioni assistenziali a favore delle famiglie di martiri e di quelle disagiate in genere, si trasforma in una forma di controllo sociale capillare. Ecco allora che la religione gioca il suo ruolo di collante e di canale di comunicazione dei codici di condotta improntati sulla correttezza e sulla moralita' dell'agire secondo morale islamica. Un pensiero molto provinciale impera naturalmente in una societa' chiusa all'esterno e sottomessa alla forza militare tra le piu' potenti del mondo.
Una delle forza democratiche indipendenti qui a Nablus e' proprio questa associazione di donne. Pur avendo quasi tutte le collaboratrici musulmane ed essendolo lei stessa, samar, la coordinatrice, ammette che dei cambiamenti sono necessari nell'impostazione sociale che l'islam continua a staticizzare. La chiama Sfida, ed in effetti lo e'.
Raccolta del miele in un campicello di una casa dove lavorano i Movimondos. E anche noi a raccogliere la cera con cui le api ricoprono le arnie . assaggiamo come bimbi in nettare d'oro profumato del polline dei fiori della primavera. Beneficiarie di questo progetto di income generating sono delle donne coinvolte al lavoro dopo riunioni di comitato durate un anno. Lavoro e diritti non possono essere separati. Mentre le api impazziscono al fumo usato per distoglierle dal ratto del miele, che poi e' il loro cibo, in una stanzina una donna ad alta voce scandisce le buone condotte dell'islam. Il pubblico e' sereno, donne velate disinvolte ascoltano e commentano l'hadit narrato. in una famiglia pur di non mangiare una capra la cui provenienza non era conforme ai precetti di pulizia del macello morirono due persone. il rispetto dei pilastri e' fondamentale.Professione di fede, preghiera 5 volte al giorno, pagamento della zakat(tassa sociale per i poveri), ramadan, pellegrinaggio ai luoghi sacri almeno una volta nella vita.
la retta via e' indicata, allah e' akbar (il piu' grande ) e perdonera' gli errori commessi...
arriviamo a jenin il 9 luglio e subito si respira un'atmosfera piu' serena che nella mia cara nablus, che negli ultimi giorni e' stat fin troppo amara..
jenin campi verdi e campi coltivati..contadini accoglienti e colori vivaci per le strade, il tempo legato alla terra che calma gli animi..sara' perche' la vista del cielo arriva all'orizzonte, lontano verso le colline che al crepuscolo si tingono di scuro mentre la natura riposa. Eppure Israele e' a pochissimi chilometri da qui, le colonie si scorgono sulle alture strategiche e fin dentro le foreste nascoste.il tracciato del muro e una strada bianca tra i campi verde e marro', tra le piantagioni di tabacco e i frutteti che un tempo ricoprivano tutta la pianura. G.e L.ci accolgonocome a casa nostra nell'ufficio di Movimondo. il loro progetto e' un buon esempio di sana (e purtroppo rarissima!!) e riuscita cooperazione. mira a costruire dal basso reti di comitati di contadini e contadine che producono miele e sapone a che coltivano terre prima rocciose bonificandole.Finalmente un'azione seria per noi un po' sfiduciati..
incontriamo i responsabili del centro per la cultura e le attivita' ricreative di jenin, a due passi dal centro. classi di musica, di arte , danza, inglese e computer, conflict resolution e sulla partecipazione politica..Ci sono 25 ragazzi e ragazze al corso d'inglese. seduti avanto i maschietti, indietro le ragazzine velate. si va avanti a scegliere il colore da dimenticare. il piu' gettonato e' il red " perche' e' il colore del sangue e dei massacri, della terra intrisa del sangue dei martiri, della violenza, dell'occupazione". cantiamo insieme a loro una canzoncina sulla pace. Una breve visita, che forse una sottile traccia lascera' se penso alle parole del responsabile dell'associazione "E' importante anche solo sedere insieme ai nostri ragazzi, parlare con loro, per dirgli che non siamo soli, che abbiamo amici in tutto il mondo"

Tappeto di casa di Giuliae Luca dove mi piace un sacco stendermi.

Chekpoint nelle strade di Hebron.

Tra le strade di Hebron

Ad Hebron l'occupazione si sviluppa anche in verticale. Siamo tra le strade del suq della citta' vecchia e basta alzare lo sguardo per accorgersi che i coloni che abitano aldisopra della rete divisoria infestano cio' che resta ai palestinesi, guardare il cielo, di spazzatura.

Cioe' anche a dire di bandiere del genere

Stiamo entrando nella sede dei Cristhian Peace Maker Team, nella parte antica della citta' di Hebron, tra postazioni militari e cancellate oltre le quali si snodano strade dove sventolano bandierine bianc'azzurre. Non ha vinto il Napoli qui, qui ci sono i coloni israeliani.

Hebron. I coloni considerano proprio luogo sacro la grande moschea della citta', dove sono sepolti i Patriarchi, Sara, Abramo, Isacco..Cosi' prendono il fresco nel prato antistante tra checkpoint e filo spinato.

Hebron.Bimbi sulla strada tra due checkpoint davanti alla grande moschea

Ecco dove finiscono i "doni" della Croce Rossa Internazionale!!

Sposarsi a 34 anni a Nablus, un po' per dovere, un po' per andare via di casa…un po' perche'..?

Sognare ad occhi aperti il gran giorno?

Sara e Daria al matrimonio

Occhioni scuri di bimbi che imperterriti amano essere fotografati.

Festa di Wajdi e Ashraf, gli regaliamo un libro di poesie di Mahmud Darwish, uno di fumetti di Naji Al-Ali (1936-1987) e un poster di Cheguevara che i palestinesi di qui chiamano Ciavara.

Torta in faccia ad Ashraf!!!

Balata Camp. Funerale di un martire delle Brigate Al-Aqsa.

Accanto a me piangono al passaggio della processione. Sguardo che insegue un orizzonte molto lontano

"Fotografami!" lo dicono anche sotto gli spari.

Balata camp, partita di calcetto sotto il sole al summer camp

I ragazzi piu' grandi al summer camp del m.r. usano educare e far divertire i ragazzini avendo sempre una riga in mano.
E' il 7 luglio.
Al campo profughi di Balata, alle porte di Nablus, ieri notte sono stati uccisi due ragazzi. Pare che uno facesse parte delle brigate Al-Aqsa, gruppo molto radicato nel campo, mentre l'altro semplicemente lanciava sassi contro i soldati israeliani che avevano accerchiato il campo con gip e piccoli carrarmati. Ai settlers delle colonie vicine doveva infatti essere garantita "sicurezza" di pregare sulla tomba di Giuseppe. L'incursione e' iniziata alle 23 e 30: e' proprio strano che un gruppo di coloni voglia pregare a quell'ora di notte quasi inoltrata.
"Sicurezza"e "controllo" per perpetrare ingiustizia. Due morti, tre feriti gravi e un campo sconvolto per la preghiera di trenta.
In mattinata dalla kasba di Nablus e' partito un corteo per la morte di uno dei due ragazzi. Spari in aria e cori inneggianti alla vendetta.
Sara' un caso ma proprio l'anno scorso in questo periodo veniva ucciso in casa sua l'Ingegner Salah, professore universitario alla Najah University, insieme al suo figlio minore. Dormivano quando un'eplosione ha distrutto la loro casa in uno stabile di una zona tranquilla della citta'. Un errore hanno poi affermato le autorita' israeliane.
Che si tratti di errore o voluta provocazione, e ce ne sono d' infinite, qui la gente conta i morti del presente e del passato.
Sara' un caso ma la scorsa settimana l'esercito israeliano ha invaso la citta' di giovedi', in pieno fine settimana( qui il venerdi' e' il giorno di festa). Sembra che la volonta' dell'esercito di far sentire la propria pressione non risparmi neanche il giorno del signore, neanche il giorno del riposo viene concesso ai palestinesi. Qualche tempo fa al vertice dell'unita' militare dell'IDF e' salito un nuovo comandante. Sotto di lui la catena di comando trema e gli ordini sono secchi e duri. Vorranno fare come ad Hebron. dice il nostro amico M, sorseggiando la limonata tipica al parco. Vorranno avere sotto controllo la citta' penetrandola con postazioni fisse, occupando case, innalzando torrette come gia' fanno alle porte di jenin, e seminando la tensione tra i palestinesi. Solo una settimana fa in uno dei villaggi della zona il nuovo comandante ha annunciato al megafono alla comunita' che un gruppo di palestinesi collabora con lui e con l'esercito. Obiettivo:scardinare l'unita' dei gruppi, decompattare la resistenza.Le mani sulle citta'. Strategia della tensione che legittima l'acuirsi della repressione militare..
Eravamo a Balata anche noi. Dovevamo incontrare il responsabile del campo estivo per bimbi, ma la manifestazione per la morte del martire ci aveva preceduto passando per la moschea e per la casa del ragazzo dove le donne piangevano urla. Spari di guerra in aria. I bambini ti chiedono di essere fotografati persino con le mani che tappano le orecchie. Bambini che distribuiscono comunicati delle brigate al-aqsa.
In un gruppo di ragazze in lacrime, mani nervose e imprecanti tese al cielo, una bambina silenziosa si distingue. ha una piccola lacrima sospesa alle ciglia. Gli occhi spalancati. Nessuna smorfia espressiva sul visino. Incomprensione , sbigottimento. Intorno a lei confusione schizofrenica di un ciclo interminabile, spari e pianti e cori di guerra.
violenza chiama dolore che chiama guerra che chiama disperazione che chiama violenza
Uomini anziani guardano commossi e impotenti i giovani armati.
La lotta e' un sogno, questa e' guerra.
Altri due caduti nella memoria della citta'. Infame tregua di viscide strette di mano di questa falsa pace
Prima di ricevere la notizia delle incursioni a Balata eravamo alla festa di compleanno dei nostri amici W e A. Abbiamo ballato come invasati in estasi. Ne' fumo ne' alcol ,solo buon umore e colpi di bacino a suon di musiche arabe.Donne e uomini insieme senza commettere alcun peccato...
Al ritorno a casa ridiamo ancora tutti, battiamo le mani e canticchiamo 'Pus pus pina' la nostra canzone preferita. non e' piu' tardi della mezzanotte. J,infermiere del MR riceve una telefonata. inizia la corsa dall'euforia all'ospedale. Piu' tardi dira' a Nadia che e' con lui davanti ai corpi feriti, "Ecco perche' ogni tanto ho bisogno di danzare".
E' spiazzante l'alternarsi di momenti interminabili di guerriglia a situazioni di festa...negli ultimi giorni tra bagno turco rilassante e manifestazione repressa, tra scontri in citta' e matrimonio tradizionale c'ho capito ben poco...
stamattina abbiamo saputo che al villaggio di Beit Furik, appena fuori citta' bulldozzer israeliani stavano demolendo le case degli agricoltori del villaggio. L'area e' stata chiusa dai militari israeliani che prontamente, la macchina da guerra sionista ha gli ingranaggi ben oliati, hanno accerchiato il villaggio con chekpoint. I ragazzi in questo momento sono la', e anche se l'azione distruttiva e' terminata l'incontro con i contadini che si fanno al'occorrenza scudi umani sara' documentato...Io non ero pronta alla valanga d'indignazione e rabbia a cui la mattinata mi avrebbe esposta...m'interrogo allora sul senso del mio essere qui...peacekeeper di che?se non riesco a reagire a quest'immensa violenza?riconduco la mia incertezza al carico emozionale degli ultimi giorni e soprattutto a ieri sera...
il matrimonio non e' un'istituzione in cui credo, ogni costrizione per la vita e' un tuffo nella pece...ma fino a ieri pensavo che almeno un briciolo della liberta' di scegliere della propria vita venisse conservato, si puo' sempre fuggire...i matrimoni combinati, per necessita' o convenienza ( che in questi casi coincidono) non sono un ricordo dell'800.ho ancora stampato in mente il viso della sposa che ha sorriso solo tre volte alla festa per il suo futuro d'amore..dal suo ingresso la sua velata tristezza ha colpito noi ragazze...l'abito non le calzava comodo, come se non l'avesse scelto di suo gusto, il trucco rendeva la sua maschera forzata da colori forti.sguardi di poca intesa tra i due, facciamo contenti gli invitati...questo matrimonio s'adda fare! le donne nella sala grande secondo il rito separate dagli uomini,amiche e parenti non accompagnate dai rispettivi cavalieri. Seduti nella saletta accanto, mentre invece i nostri ometti italiani da non musulmani potevano assistere insieme a noi, i parenti di entrambi e gli amici stretti ma solo dello sposo. una donna non puo' avere amici maschi. Dopo poco il rituale viene smentito, gli uomini dovrebbero ricevere il permesso di entrare dall'assemblea delle donne, che farebbero bene a rifiutarli dato che anche loro sono uomini di guerra...ma qui non vive lisistrata...cosi' si mischiano tra la folla..solo il potere maschile puo' sovvertire un potere che dall'uomo e' imposto...sotto le giacche pistole, un bambino dopo aver sorriso alle mie foto prende a pugni il mio braccio...la ragazza che balla con sara ha un desiderio infinito di muovere tutte le parti del corpo, e' abilissima e seducente, veste di nero con una cravatta al collo...le altre donne si divertono, o forse fingono perche' la sposa possa gioire? non riesco a non guardarla, suda, il trucco le scende ma lei non si cura affatto della sua bellezza sbattuta, le braccia sbuffano dal suo corpetto pacchiano, si guarda intorno, ogni tanto un saluto e un ballo con il suo futuro uomo che la cinge con una spada in una mano e una pistola nell'altra...dimostrazione del potere di proteggere, machismo puro..ed ecco il ballo degli uomini...lei intanto lacrima...pianto d'impotenza...e' giunto il momento della vestizione dgli ori, il suo corpo viene cinto di cianfrusaglie preziose come san rocco alle processioni di paese. lei sta li' immobile e accondiscendente, la sua sottomissione da oggi e' pubblica, agli occhi degli invitati affaticati e distanti.."Se le donne palestinesi continueranno cosi', la loro liberazione sara'impossibile" dice giulia con la quale condivido sinceramente sensazioni sulla condizione femminile. Questo e' un piccolo tassello, ma quanto e' significativo..vogliono davvero le donne palestinesi portare avanti ideali d'emancipazione ? o sono piu' forti delle nostre femministe perche' soffrono in silenzio portando avanti la famiglia, le scuole, le generazioni del futuro stato?a che serve la lotta per le quote in parlamento se in famiglia, tra le mura domestiche, l'unico potere di una donna e' legato alla quantita' dei sui braccialeti d'oro??Se le proprie opinioni restano confinate al contorno?
Il matrimonio mi ha disgustata.
Penso alla scrittrice Sahar Khalifeh nei suoi "La svergognata" e "La porta della piazza",ambientati prima e durante la prima intifada. Vorrei tanto incontrarla e chiederle se qualcosa d'allora e' realmente cambiato
BILAIN, villaggio nei dintorni di Ramallah.1luglio.
soldati caricano manifestanti,lacrimogeni, proiettili di gomma e di ferro... e' guerriglia
gli abitanti del villaggio insieme ad israeliani ed internazionali ogni venerdi' manifestano contro il muro...lungo il tracciato bianco tra le colline di pietra e terra verra' innalzato il muro dell'apartheid, nove metri di cemento imprigioneranno l'ennesima comunita'.la casa bianca dalle bandiere nazionali accoglie circa un centinai di internazionali...ci si prepara alla manifestazione: striscioni, bimbi curiosi di sapere da dove vieni, in questa terra dimenticata...ci siamo anche noi con il nostro striscione diretto a tutti quei soldati che ogni volta che diciamo di essere di napoli ridono dicendo "maradona!!!"...ebbene noi vi diaciamo MARADONA AGAINST THE WALL,ma l'euforia dura poco...cominciamo a scendere a valle, verso il tracciato del futuro muro...s'iniziano a scorgere soldati che di corsa con i mitra puntati bloccano il nostro passaggio. gli israeliani fanno un piccolo cordone con reti e dtriscione intrisi di rosso...loro fotografano e sventolano ordini stampati...noi grida contro il muro e mani alzate chi puo'...il corteo e' gia' un po' disperso, pietre iurregolari sotto i nostri piedi...neanche 5 minuti di democrazia, neanche 5 minuti di non violenza...lacrimogeni, ci sparano addosso...corsa impazzita verso l'asfalto piu' su...mi guardo attorno , prendo sara per mano, le scoppia qualcosa vicino, volano i tappi dalle mie orecchie...puo' essere una bobma sonora o semplicemente un lacrimogeno...la salita e' impervia, il fiato viene meno...urla e fumo, continuano a sparare...perdiamo gli altri...la paura e' tremenda, ma la rabbia...ingiustizia, arroganza...non troviamo subito gli altri..continuiamo a correre... tutto il gruppo risale all'ombra...occhi lacrimanti, sudore, faccie sposte...qualche ferito, molti i ciaccati...gigi, rosalinda diego e nadia non sitrovano. gigi e' stato ferito da una scheggia. sono riparati in una casa...l'incontro e ' commovente...ci abbracciamo...ritrovamento... ma non e' finita, i piu' coraggiosi in questo teatrino dell';orrore sono ancora giu'...lanciano pietre a quaranta metri...fionde nelle loro braccia rotanti...eta' dieci anni o poco piu'. m'incazzo ancora, non resisto a questo spettacolo, ma ad andare via non riesco. soldati nascosti dietro una casa, bambini impavidi senza mura di protezione...lanci di fionde precisi ma inefficaci...sudore e muscoli...mentre il soldato fa due passi e BUM , spara...i soldati indietreggiano, fasulla conquista di territorio per i bambini, un atrappola, stanno solo disperdendovi, ma i piccoli non studiano tattica di guerra...giocano d'insinto, contro la rassegnazione. andate via.lancio.non vi vogliamo.lancio. stronzo.lancio.mi hai ferito il mio amico. lancio....stai rubando la mia terra privandomi della mia liberta'.lancio.ti stai succhiando la mia anima. lancio.lancio.lancio.
un bambino viene ferito...ambulanza a palla...gli internazionali, non servono a battaglia in atto. non capisco l'utilita' di questa manifestazione un po' fricchettone, mette solo a rischio ulteriormente la vita di questi piccoli eroi e delle loro famiglie...dopo pochi minuti di relativa calma i soldati accerchiano il villaggio dall'altra parte, le gip cercano di entrare all'interno...barricate, lacrimogeni, e ancora e ancora...non entrano! una parte di noi e' in casa, una parte dove sono gli scontri...io e sasretaa a meta' strada combattute tra l'azione e il timore....bambini continuano ad allenarsi con le fionde...una madre ci ringrazia....donne dai tetti lanciano pietre...piu' tardi a ramallah incontriamo alcuni dei partecipanti alla manifestazione...hanno arrestato un ragazzino che non aveva neanche partecipato alle azioni...forse domani quando l'attenzione dei media sara' calata i soldati invaderanno il villaggio e occuperanno alcune case... a ramallah ragazzini per strada lanciano contro di noi un piccolo botto, qui usano farlo verso chi non conoscono, sono un po' confusi...il 90 per cento degli stranieri sono militari o spie ...salto ...ci riprenderemo tutti con un litrone geltao di birra taybe...per ora..